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Perdita di un figlio


Non dimenticare il mio corpo, o ragazzo!

Non dimenticare la mia lingua e il mio nome.
Non dimenticare il mio e il tuo passato.


Per sempre devi ricordare il colore dei rossi pomodori,
Per sempre devi ricordare il colore delle bianche montagne,
Per sempre devi ricordare il colore dei verdi prati.


Non deludere la fiducia di una giovane ed ingenua ragazza,
Non rinnegarla,
Sii fiero di averla conosciuta e difendila dalle male lingue.


Promettimi che ti ricorderai e tornerai, come l'astuto Ulisse.
Io prometto che sempre ti penserò

e pazientemente aspetterò come la fedele Penelope.

 

di Francesco Maria Lo Forte

 

COMMENTO

Il titolo non allude alla perdita di un solo figlio, bensì di tutti i giovani che per svariate cause sono costretti a lasciare la propria madre, l'Italia. 
Il componimento ruota attorno al dialogo che avviene tra l'Italia che prende le sembianze umane attraverso una prosopopea e il giovane ragazzo che è un interlocutore silenzioso.
 Nella prima terzina l'Italia invita il ragazzo a non dimenticare la propria patria e gli elementi che la contraddistinguono.
Nella seconda terzina vi è un'allusione al tricolore italiano e agli elementi geografici che segnano il Paese (Sud,Nord e Centro).
Nella penultima terzina si possono individuare le ultime raccomandazioni dell'Italia,definita ingenua per il suo presente e giovane per la sua nascita.    
Nella quarta ed ultima terzina,invece troviamo il riferimento al mito di Ulisse che dopo molte peripezie tornò nella sua amata Itaca, dove lo aspettava sua moglie Penelope,il parallelismo è evidente, perchè se il ragazzo dopo tanti anni tornerà, l'Italia sarà sempre pronta ad accoglierlo.

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