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Elenco dei partecipanti al concorso "I giovani poeti della Valle del Torto" :

Giovanni Barbarino con "A Don Bosco" - Castronovo di Sicilia
Desiree Barcellona con "Pianeta" - Alia
Laura Battaglia con "Guerra" - Valledolmo
Elena Buttacavoli con "Tra la vita e la morte" - Castronovo di Sicilia
Rosalia Cappello con "Amore" e "Ascolta..." - Roccapalumba
Salvatore D'Amico con "Il giorno è giunto" - Alia
Sofia D'Amico con "Amare" - Valledolmo
Sofia D'Andrea con "Alia" - Alia
Lucrezia Di Franco con "Anima" - Castronovo di Sicilia
Giovanni Di Vita con "La consapevolezza" - Valledolmo
Filippo Fantauzzo con "Un futuro diverso" - Valledolmo
Antonino Ficili con "D'amor immune il corso", "Baida" e "Quando si diventa mare" - Valledolmo
Emanuela Ganci con "Bullismo" - Alia
Chiara Giannone con "Vivi" - Castronovo di Sicilia
Elisa Giordano con "Sogni in cassaforte" - Castronovo di Sicilia
Maria Grazia Granata con "La vita" - Alia
Laura Graziano con "L'amicizia" - Roccapalumba
Davide Iannuzzo "Il tempo" - Valledolmo
Manuele Iovino - "Il mio migliore amico" - Amico
Nicoletta Guccione con  "La mia terra" e "Destini perduti" - Alia
Sofia La Monaca con "La vita che nasce" - Valledolmo
Federica Leone con "Anch'io come te" - Alia
Gabriella Lucania con "L'amore" - Castronovo di Sicilia
Marika Maniscalchi con "La musica" - Roccapalumba
Teresa Martino con "La primavera" - Alia
Angelica Molito con "La parte migliore di me" - Valledolmo
Veronica Ricotta con "Donna" - Valledolmo
Alice Riili con "Nonna cara" - Alia
Giada Rinchiuso con "Il tempo scorre..." e "Inquietudine" - Roccapalumba
Giuseppe Sagona con "Pieno di buchi" - Alia
Gaetana Salerno con "A te" - Lercara Friddi
Rita Salerno con "Il sole delle persone sole", "Un puzzle di nome Alia" e "Il viaggio" - Alia
Giovanna Pia Scaccia con "Io e te" e "Mi dispiace dirti" - Alia
Gaia Sciortino e Francesca Meli con "Tu che" - Vicari/Mezzojuso
Gioacchino Tatano con "Sono già morto" - Lercara Friddi
Vincenzo Teriaca con "Estate" - Alia
Francesca Tirrito con "Gli esami" - Castronovo di Sicilia
Chiara Tripi con "Primavera" - Alia
Federica Vallone con "Guardati dentro: troverai la sstrada giusta" - Valledolmo
Maria Grazia Vallone con "Fragili creature" - Valledolmo
Milena Vallone con "Il mondo si è spento" - Valledolmo
Alessandra Vicari con "Ciao Aleppo" - Alia
Dario Zimbardo con "Pentimento" - Valledolmo

Io Sono sempre qui

Sabato 27 agosto, alle ore 22.00, sul piazzale del Belvedere di via Palermo ad Alia, l'associazione culturale e teatrale La Fucina, con il patrocinio del Comune di Alia, presenta "Io sono sempre qui!".

La Poesia si fa voce e racconta, in un viaggio attraverso i secoli, i cantori che l'hanno resa immortale. Un viaggio di parole e musica. Catullo che si strugge per Lesbia, Orazio che invita a cogliere l'attimo fuggente della vita; San Francesco che avvicina l'uomo a Dio. Dante che ne diventa voce... Foscolo, Carducci, Montale, Quasimodo, Cardarelli, Pasolini, Alda Merini... E poi... Poi i poeti di oggi, coloro che ancora credono nella forma più breve ed immediata dell'arte letteraria...

 

Scafo 
 
Solcavamo i mari
 ogni giorno che passava, pensavo
 mi confermavo che volevo averti in ogni mio domani. 
 
Mi cullavo tra le tue braccia
 nel dondolare continuo dello scafo
 "Affonderò nel tuo cuore". Non mi guarda,m'abbraccia. 
 
Il silenzio si prese tutto con sé
 solo sale sul volto sceso dall'anima,
 anima che non si da per vinta,lotta il tormento in sé.

 Gli abissi del mare quando incrociavo i suoi occhi
 mi persi, nel nero profondo del suo sguardo innocente
 la sua pelle m'inebriò, la dolce forza nei suoi tocchi
 il mistero che ti avvolge, m'affascina, è evidente.

 Niente più mi fu concesso
 forse ad intermittenza un semplice saluto
 e la malinconia di dover vivere nel suo riflesso. 
 
Nel buio mi ritrovai
 senza fermarsi il mio cuore batteva
 già sapeva che del suo amore non avrebbe goduto mai. 
 
Attraversai l'oceano in tempesta
 perchè ahimè, il profilo del mio amore
 avrei potuto immaginarlo solo con la mia testa.

 Gli abissi del mare quando incrociavo i suoi occhi
 mi persi,nel nero profondo del suo sguardo innocente
 la sua pelle m'inebriò,la dolce forza nei suoi tocchi
 il mistero che ti avvolge, m'affascina, è evidente.
 
di Emanuele Blelè

Perdita di un figlio


Non dimenticare il mio corpo, o ragazzo!

Non dimenticare la mia lingua e il mio nome.
Non dimenticare il mio e il tuo passato.


Per sempre devi ricordare il colore dei rossi pomodori,
Per sempre devi ricordare il colore delle bianche montagne,
Per sempre devi ricordare il colore dei verdi prati.


Non deludere la fiducia di una giovane ed ingenua ragazza,
Non rinnegarla,
Sii fiero di averla conosciuta e difendila dalle male lingue.


Promettimi che ti ricorderai e tornerai, come l'astuto Ulisse.
Io prometto che sempre ti penserò

e pazientemente aspetterò come la fedele Penelope.

 

di Francesco Maria Lo Forte

 

COMMENTO

Il titolo non allude alla perdita di un solo figlio, bensì di tutti i giovani che per svariate cause sono costretti a lasciare la propria madre, l'Italia. 
Il componimento ruota attorno al dialogo che avviene tra l'Italia che prende le sembianze umane attraverso una prosopopea e il giovane ragazzo che è un interlocutore silenzioso.
 Nella prima terzina l'Italia invita il ragazzo a non dimenticare la propria patria e gli elementi che la contraddistinguono.
Nella seconda terzina vi è un'allusione al tricolore italiano e agli elementi geografici che segnano il Paese (Sud,Nord e Centro).
Nella penultima terzina si possono individuare le ultime raccomandazioni dell'Italia,definita ingenua per il suo presente e giovane per la sua nascita.    
Nella quarta ed ultima terzina,invece troviamo il riferimento al mito di Ulisse che dopo molte peripezie tornò nella sua amata Itaca, dove lo aspettava sua moglie Penelope,il parallelismo è evidente, perchè se il ragazzo dopo tanti anni tornerà, l'Italia sarà sempre pronta ad accoglierlo.

La leggenda del sasso in via dell’oche

 

Firenze in via dell’oche ci sta un sasso
a far commedia il vate vi saliva,
mentre la folla rallentava il passo
con arte la sua scienza riferiva.

Tu l’ascoltavi in piedi per diletto
un’ora spesa in buona compagnia
quel ritornello quasi per dispetto
ti seminava in testa la poesia.

Chi salmodiando poi lo ripeteva
tra le castagne, il vino e i contadini
nella memoria il seme gli cresceva

A furia di cantarne i versi fini
la smania del poetare gli prendeva,
lo s’imparava fin da ragazzini.

 

di Federico Berti

Media partner della Fucina