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NadiaTerranova

 

Il saluto di Nadia Terranova per la cerimonia della quinta edizione del Premio letterario Grotte della Gurfa.

Dunque, come il calendario e l’avvicinarsi della serata conclusiva della nuova edizione del premio mi ricordano, da questo post che nel settembre 2015 scrivevo sul mio blog è trascorso giusto un anno:

Alia è un paese in provincia di Palermo. Per arrivarci dall’aeroporto Falcone Borsellino bisogna prendere la strada per Termini Imerese e svoltare a un certo punto verso l’interno, attraversare Caccamo e a un tale bivio seguire una macchina blu guidata da un vigile urbano che quando non è occupato a dirimere controversie stradali si dedica con fervore all’associazione culturale La fucina. Ci saranno di certo altri modi per arrivarci, ma questo è stato il mio e non lo cambierei con nessun altro (compresi pane e panelle sulla strada e cannoli offerti come snack col caffè all’arrivo). Sabato 5 settembre Gli anni al contrario è stato il libro più votato dai cento lettori della giuria popolare e ha vinto la quarta edizione del Premio Grotte della Gurfa, qui il racconto della lunga e bella serata. Mancano solo i salti mortali dei grilli notturni e l’azzardo di volpi che attraversano la strada in barba al codice: la fauna aliena, pardon aliese, è anarchica e spericolata. Per questo mi è stata subito simpatica.

Così annotavo appena rientrata a Roma, felice e frastornata per molti motivi. Il primo: aver conosciuto un angolo di Sicilia a me, siciliana di nascita e di animo, sconosciuto. Il secondo: le persone. Le persone intorno a questo premio erano – sono – persone vive. È una banalità? No, soprattutto nel mondo che gira intorno ai libri e alla loro celebrazione. Il terzo: era il primo premio che veniva assegnato al mio romanzo. Non sapevo ancora che sarebbe stato il primo di altri riconoscimenti, che ho sempre accolto con stupore e riconoscenza, perché scrivere è un esercizio di presunzione e osservare quello che succede intorno a un libro finito è invece esercizio di umiltà. Quarto motivo: mi ero sinceramente divertita.
La serata ad Alia non è stata per me un’isola episodica, ma l’isola di un arcipelago. Nel corso di quest’anno i legami stretti in quelle poche ore mi hanno accompagnato sempre, alcuni solo nel ricordo, altri come una voce viva: quella di Ezio Iovino, con un rapporto di affetto e profonda stima anche nella distanza geografica, quella di Giusi Cataldo, per la quale ho scritto un testo teatrale andato in scena a Palermo, che ha poi scatenato nuovi legami e aperto nuove strade. Eccole, le cose che fanno i libri, conseguenze piccole, semplici e a volte preziose.
Tra una settimana uscirà l’edizione tascabile degli Anni al contrario. Nella quarta di copertina c’è anche il Premio Grotte della Gurfa, sta lì ad accompagnarmi nella nuova avventura come un talismano.

 

 

Nadia Terranova

 

Nadia Terranova, vincitrice del Premio letterario Grotte della Gurfa con "Gli anni al contrario", ospite a Pascal su Radio 2 con un racconto sulla mitica Panda ed una gradita citazione.

Potete leggere il resoconto della puntata su  http://pascal.blog.rai.it/2016/06/28/112-ode-alla-panda-280616/ o ascoltare il podcast  scaricandolo al seguente indirizzo: http://www.radio.rai.it/podcast/A46177560.mp3

 

 

 

 

 

 

Maria Paola ColomboAlia, che nome piccolo, quattro lettere appena.

 

Guardo la cartina, maledico la logistica: un'ora e cinquantaquattro minuti dall'aeroporto di Punta Raisi, così dice Viamichelin.

 

Sono settimane che viaggio con il mio piccolo libro avanti e indietro per l'Italia, settimane di incontri, scoperte e fatica. Tanta fatica. E ora mi toccano due ore di strada per un paese di sole quattro lettere.

 

Quando mi lascio Palermo alle spalle e la strada comincia a salire, staccandosi in curve nel nulla di campi e pale eoliche, mi si svuota la testa dei tanti pensieri. C'è solo questa strada che si assottiglia, che curva, che culla, che tace del silenzio antico dei monti, di sterpi preziosi come gusci di stella, di terra rivoltata e azzurro di cielo.

 

Respiro: l'aria è ancora salata del mare lontano e quieto.

Sorrido.

 

Il paese di quattro lettere aggrappa le case in salita, una manciata di dadi di pietra che il sole fa morbidi e rosa nell'ora del tramonto, l'ora in cui arrivo, da questo viaggio che invece di stancare ha riposato il cuore, ha disteso la mente.

Le sedie di plastica si riempiono nel buio della notte, dal palco guardo arrivare la gente di Alia. Le sedie si riempiono tutte, qualcuno si mette a cavalcioni sulla ringhiera di ferro della salita. Sono tanti, più che nelle presentazioni nelle grandi città, snervate, annoiate di tutto e frettolose.

Qui la gente ha cuore e uno spazio, in questo cuore, per i libri, per le storie che raccontano, per le emozioni che regalano, per la vita che ci insegnano.

Questa sera, tutte le sere di libri ad Alia, sono il frutto del lavoro della Fucina, il nodo culturale da cui dipana la forza di questo piccolo, grande paese.

Me ne vado il mattino dopo, prestissimo, manca un quarto alle sei. Mi fermo a fotografare la schiena della Sicilia che si scalda del primo sole, e Alia raccolta e ancora silenziosa. Immagino Ezio che dorme nel suo letto in una qualche casa del paese, e la sua caparbietà già desta che lo attende in piedi, accanto a una finestra.

Ho conosciuto la Sicilia migliore, la migliore Italia: quella ostinata, creativa, culturale. Che si ingegna per proteggere e coltivare la bellezza. Che si rimbocca le maniche e fa i miracoli.

Me ne vado, con la voglia di tornare. E ancora non lo so che mi attende una notte di agosto, di nuovo sul palco, nel centro di Alia, e l'onore di un premio che, tra tutti, ricorderò come il più bello, quello piantato più profondamente nel cuore

 

Maria Paola Colombo, vincitrice della seconda edizione del Premio letterario Grotte della Gurfa

Il saluto per la terza edizione del Premio

Gianluca Merola

Quasi 24 ore di treno in due giorni, ma l'accoglienza ricevuta le ha ripagate tutte, fino all'ultima. Non mi piace sviolinare, ma mi piace l'idea di poter ringraziare pubblicamente tutte quelle persone che ho incontrato ad Alia.In particolare Ezio Iovino e tutti quelli dell'associazione culturale La Fucina;


Saba Anglana perché sprizza luce;
Giorgia Cardaci perché legge le cose meglio di quanto uno le scriva;
Silvia Noli perché fa ridere.
A Luca Saltini un in bocca al lupo per tutto quello che verrà.


Infine un grazie se lo becca Carlo Ziviello di Ad est dell'Equatore per aver puntato su Dio Taglia 60.

di Gianluca Merola

autore di "Dio taglia 60", finalista del Premio letterario Grotte della Gurfa

 

 

 La nostra associazione ed il nostro paese visti da Paola Castiglia dopo la sua partecipazione ad "Incontri d'Autore".

 

Paola Castiglia 2

Non è scontato trovare persone che lavorano con impegno e professionalità. 

Ma trovare persone che all’impegno e alla professionalità aggiungano la passione, la capacità di essere ospitali e accoglienti e l’emozione, permette di creare rare alchimie. La serata di presentazione del mio libro “Un’altra donna è possibile”, organizzata dall’associazione La Fucina, mi ha permesso di vivere queste atmosfere tra il calore del numeroso pubblico e la bravura degli organizzatori – tra i quali ricordo con particolare affetto Ezio, Gregorio, Linda ed Enza che sono stati capaci di rendere speciale una sera d’estate “normale”. Portare in piazza i libri, la lettura, la cultura, non è cosa da poco. In un’Italia sempre più arida, divisa ormai quasi soltanto dalla schizofrenica necessità di apparire e contemporaneamente arrivare a fine mese, le parole della letteratura e del giornalismo sembrano a molti superflue, non necessarie. 

Invece sono determinanti, più che mai. 

Raccontare i libri e gli autori è un’opera da portare avanti per aprire le menti e creare pensiero critico. 

 

Solo così sarà possibile un futuro diverso dal nostro, degno di questo nome e di cui non ci si debba vergognare di fronte ai nostri figli. Per questa e per molte altre ragioni porterò nel cuore la serata ad Alia, con La Fucina. Servono luoghi d’incontro e momenti di confronto ma questi non possono esserci senza persone che li immaginino, li progettino e fortemente li vogliano. 

La Fucina “vuole” e per questo “fa”, e fa bene. Alchimie rare, l’ho già scritto, e non posso che augurare che da questa “fucina” di pensiero escano sempre nuovi programmi. 

L’augurio di continuare così agli organizzatori non è necessario, perché sono sicura che anche con le difficoltà che un impegno come il loro prevede lo faranno sempre e con crescente amore. 

Faccio però un augurio alla città di Alia. Quello di comprendere la bella realtà che è nata in lei con questa associazione, e darle spazio per farla crescere. 

Perché a crescere sarà così soprattutto Alia stessa.

 

Paola Castiglia

 

A Paola il nostro sentito ringraziamento, con la promessa e la certezza che manterremo vivo il nostro sogno.

 

 

Sara D'Amario 2

 

Sara D'Amario ha regalato all'Associazione Culturale "La Fucina" ed a tutta Alia il suo ricordo del nostro paese e di "Incontri d'Autore".

 

È passato quasi un anno da quando sono venuta ad Alia a presentare "Nitro"...

Mi dispiace scrivere solo adesso quanto sia grata ad Ezio Iovino e ai ragazzi della Fucina per avermi invitata ed accolta tra loro con tanto calore e amicizia e professionalità.

Infatti credo di aver trovato non solo degli interlocutori attenti e acuti come autrice, ma anche delle persone piene di vita, di energia, di talento, di umanità, che mi accompagneranno per sempre! Ormai ci siamo incontrati e, anche se la geografia ci tiene lontani, sappiamo di esserci "riconosciuti" come affini e lo scambio continua, anche se solo via mail o telefono...

Anche il pubblico di quella sera che, sfidando il freschetto, è venuto ad ascoltare la lettura di qualche pagina del mio romanzo e il dibattito che ne è seguito, ha dimostrato di essere pieno di entusiasmo e di voglia di aprirsi e scoprire "l'altro", cioè me e la storia che avevo da raccontare.

Sono stata bene, coccolata nella bella terra di Sicilia, tra nuovi amici con cui discutere di letteratura, un panorama rilassante e cibi dai sapori indimenticabili.

Spero che i miei nuovi romanzi trovino presto un editore per avere la scusa per tornare presto a trovarvi!

Vi abbraccio tutti

La vostra

Sara 

 

 

 

 

Con la certezza di rivederci presto... grazie da parte di tutti noi

 

Sabrina Paravicini

 

Alia tra terra e cielo, di Sabrina Paravicini

Alia ti accoglie con la sua meravigliosa architettura naturale,
le colline intorno la circondano di colori che si stendono uno sull'altro
con sfumature che si intrecciano tra il verde e il colore della terra.
Da lontano il mare, come fosse un quadro, una ripresa in lontananza,
il calore della terra e del cielo ma anche quello della sua gente,
sorridente, disponibile e sincera.
Per me Alia è stata una scoperta in un territorio che già amavo molto
e che ora aggiunge un pezzo alla mappa della mia memoria,
ci sono tornata e tornero' ancora, ancora ancora.
Sabrina Paravicini
 
 
"Alia tra terra e cielo", foto di Sabrina Paravicini, 2010
Alia di Sabrina Paravicini
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Grazie Sabrina, tutti noi speriamo di rivederti tante volte, ancora, qui da noi
 
 
 

 

Valerio Varesi

 

Valerio Varesi ha regalato all'associazione culturale "La Fucina" ed a tutta Alia, il suo ricordo della nostra meravigliosa terra.

 

 

 

 

L'ultima volta in Sicilia era il 2003 quando mi capitò di partecipare al premio Strega il cui tour partiva da Palermo.

Ma l'interno, forse la Sicilia più vera, non lo conoscevo. Venendo ad Alia ho scoperto un'altra isola per me esotica e affascinante quanto i paesaggi degli splendidi western di Sergio Leone.

Grazie alle mie preziose guide Ezio e Gregorio, ho toccato il cuore pulsante della Sicilia, la sua gente e i segreti di un paesaggio che riserva splendide sorprese come le grotte della Gurfa, gioiello ingiustamente castigato nel quale si leggono le orme del cammino umano.

Un monumento tenuto vivo dal volontariato di un gruppo di giovani generosi che si preoccupano di mostrarlo agli sparuti visitatori che vi si incamminano solo grazie al passaparola o ai suggerimenti degli abitanti in assenza di segnaletica.

E poi ho conosciuto l'associazione culturale "La Fucina", capace di organizzare serate splendide sorrette solo dalla passione di chi mette cuore e braccia in iniziative disinteressate.

Ecco, i ragazzi delle grotte della Gurfa e gli animatori della "Fucina" sono il miglior dono che mi è stato fatto. Un grande segno di speranza che mi ha mostrato quanta potenzialità purtroppo disconosciuta ci sia in Sicilia e quanta gente ancora semini cultura malgrado l'aridità dei tempi.

E' a queste persone che dico grazie.

 

Valerio Varesi

 

Grazie a Valerio, da tutti noi, per l'incoraggiamento e la stima  dimostrata. 

 

 

Gianluca Iovine

 

Gianluca Iovine ha regalato all'Associazione Culturale "La Fucina" ed a tutta Alia una splendida testimonianza della sua presenza ad "Incontri d'Autore".

 

 

 

Alia è gialla. Così la cogli, piccola isola nella desolazione delle colline arse. 


Alia, e cioè un’altra, non la solita. 


Alia scende e sale nella vertigine, fotografa le grotte, nasconde nello zolfo il senso di poesia.


Alia delle ringhiere, arene libere di musica e libri, caffè di mandorla dolce che costa un sorriso.


Alia fiumana di storie e parole polvere negli occhi distratti all’orizzonte.


Alia di imposte castane e grano biondo sottomesso all’azzurro arrogante del cielo. 


Alia silenziosa, tra mattoni in cotto e profumi d’orto, mentre pochi falchi sfidano il sole a mezzogiorno. 


Alia nel tempo di ferma è in una tavola che annega nel bianco giallo pallido e viola, verde bosco e ambra. 


Alia nascosta, invisibile, infinita. 


Alia è una carezza.

 


Gianluca Iovine


A Gianluca va il più sentito ringraziamento da parte di tutti noi.

Media partner della Fucina