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Salvo Palazzolo

 

Nato a Palermo nel 1970, dopo una laurea in Giurisprudenza ha iniziato l'attività giornalistica nel 1992, al quotidiano L'Ora di Palermo. Ha poi collaborato con i quotidiani il Manifesto, La Sicilia e Il Mediterraneo, occupandosi di cronaca giudiziaria. In collaborazione con Video On Line ha realizzato il primo sito internet italiano su un processo penale.

Dal 1999 è redattore di giudiziaria del quotidiano La Repubblica. Nel 2004 ha intervistato in carcere il capomafia Pietro Aglieri, ha poi rivelato la trattativa segreta fra i boss e un gruppo di sacerdoti, che dopo le stragi Falcone e Borsellino avrebbe dovuto portare alla dissociazione di alcuni mafiosi da Cosa nostra.

Ha collaborato con la società di produzione Magnolia e con la RAI, come coautore di programmi televisivi di inchiesta su Cosa nostra, curati da Claudio Canepari e trasmessi da Rai 3: Scacco al re - La cattura di Provenzano, Doppio gioco - Le talpe dell'antimafia, Le mani su Palermo.
Quest'ultimo programma nel 2009 ha ricevuto il premio della critica alla XV edizione del premio giornalistico televisivo "Ilaria Alpi".

Ha pubblicato, da solo o insieme ad altri autori, "Falcone Borsellino. Mistero di Stato", "Voglia di mafia. La metamorfosi di Cosa Nostra da Capaci ad oggi", "Bernando Provenzano. Il ragioniere di Cosa Nostra", "Il codice Provenzano", "Scacco al re. La cattura di Provenzano", "I pezzi mancanti. Viaggio nei misteri della mafia", "Se muoio, sopravvivimi. La storia di mia madre che non voleva essere più la figlia di un mafioso" e, nel 2013,"Ti racconterò tutte le storie che potrò"

 

 

 

Di Paolo Borsellino, del suo esempio e del suo lavoro di contrasto alla mafia, si è sempre parlato molto. Negli ultimi tempi, forse, si parla di più dellaTi raccontero sua morte e dei misteri che la avvolgono. Ma della famiglia Borsellino, dell'uomo anziché del magistrato, non si sa tanto. Fin dai primi, terribili giorni dopo l'attentato di via D'Amelio, infatti, la moglie Agnese e i figli Lucia, Manfredi e Fiammetta – allora poco più che adolescenti – hanno mantenuto uno stretto riserbo e sono intervenuti solo raramente nel dibattito mediatico.
La signora Agnese, che combatteva contro un terribile male, ha voluto raccontare la sua vita a Salvo Palazzolo, per lasciare dietro di sé – ai figli, ai nipoti, alle persone che mantengono vivo il ricordo di Paolo Borsellino e, in definitiva, a tutti gli italiani – i ricordi di un'esistenza segnata dall'amore per un eroe civile che era anche un uomo normale, innamorato della moglie, giocoso con i figli, timido ma provocatorio, generoso e indimenticabile.
Agnese Borsellino se n'è andata il 5 maggio 2013, ma le sue parole sono rimaste impresse in questo libro, un libro carico di amore, di dolore, di indignazione e di speranza per il futuro del nostro paese.

"Cara mamma, ci hai fatto un gran bel regalo, in parte anche inaspettato. [...] Neanche noi figli conoscevamo tutti gli aneddoti e le confidenze che – stupendoci – ci hai voluto lasciare in questo racconto, prima che la tua malattia prendesse definitivamente il sopravvento. [...] C'è tutto questo e molto altro ancora nelle pagine che ci hai lasciato in dono: non sono una biografia, una raccolta di testimonianze o una ricostruzione storica di eventi più o meno noti. Queste pagine sono molto di più: il tuo ultimo atto d'amore verso papà, anzi sono la vostra storia d'amore." Manfredi Borsellino

 

 

 

Presentato ad Alia il 23 luglio 2014

 

 

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